M’illumino di Meno

9 Ottobre 2023 | Novas | 0 commenti

M’illumino di Meno è il nome della Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili che il programma radiofonico Caterpillar organizza annualmente, dal 2005, per diffondere la cultura della sostenibilità ambientale e del risparmio delle risorse.

Il Comune di Nuragus ha scelto inconsapevolmente di aderire a questa iniziativa in modo perenne.

Il malfunzionamento dell’impianto di illuminazione pubblica, già oggetto di accese polemiche in passato, non ha mai smesso di accompagnare la vita dei nuraghesi.

Chiunque attraversi il paese durante le ore notturne, potrà verificare che lunghi tratti di quasi tutte le vie dell’abitato sono al buio. Va da sé che camminare senza una adeguata illuminazione espone i cittadini a rischi legati oltre che all’incolumità personale, anche alla sicurezza. Negli ultimi anni i fondi di bilancio dedicati alle manutenzioni sono progressivamente diminuiti, ragione per la quale mezzo paese giace nell’oscurità: non si è ritenuto prioritario stanziare le risorse necessarie nell’apposito capitolo di bilancio.

Certo, sarà un caso che i problemi all’impianto sono iniziati e rimasti insoluti quando sono stati tagliati i fondi. E certo, sarà stato un abbaglio avere definito “sabotaggi” questi problemi all’illuminazione pubblica, sbandierando, durante l’ultima campagna elettorale, fantasiose relazioni tecniche e ardite congetture a mezzo stampa. Sono passati più di due anni da allora, e i problemi non solo non sono ancora stati risolti, ma a quanto pare neppure percepiti.

Nel frattempo, al posto dei fatti, accontentiamoci delle parole che faranno da contorno ad una scontata nuova promessa di pronta soluzione del problema, come per il Cimitero, per gli impianti sportivi, per l’ecocentro, per la strada di Lixius, ecc.. Facciamoci bastare le lezioni di buonsenso e di etica dell’associazionismo impartite dal Sindaco tramite post che, per scelta etica sia chiaro, sono resi visibili solo a pochi. Attendiamo i probabili commenti al post dell’opposizione che verrà tacciata – al solito – di odio e cattiveria.

Nota a margine, per chi volesse approfondire.

Per capire le ragioni di un flop così esteso nel tempo sarà utile ripercorrere la storia recente.

Nel 2009 il Comune di Nuragus ha partecipato ad un bando della Regione Sardegna per il finanziamento di opere volte alla riduzione dell’inquinamento luminoso. Per partecipare a questo bando, l’Ufficio Tecnico comunale fu incaricato di redigere un progetto preliminare (approvato dalla Giunta) per l’importo complessivo di lavori ed IVA di € 304.000, dei quali € 127.000 riservati alle opere quali scavi, tagli e ripristini stradali, sostituzione di pozzetti, chiusini, cavi e corrugati indispensabili per il rifacimento delle linee di alimentazione dei pali di illuminazione pubblica, che rappresentano il vero problema dell’impianto, essendo state realizzate, per la maggior parte, circa quarant’anni fa.

Il Comune risultò beneficiario del finanziamento per € 145.000 su € 272.000 di costi finanziabili, ovvero per l’intera parte riconoscibile dalla Regione che il 19/08/2010 impegnò i fondi in favore dell’Ente.

L’Amministrazione di quegli anni ritenne tuttavia troppo oneroso accollarsi un investimento simile anche a fronte di un cofinanziamento regionale di quasi il 50%.

Nelle relazioni di progetto tuttavia, era evidente che l’investimento sarebbe stato completamente compensato in circa 6 anni grazie ai risparmi in bolletta, e ai minori costi di gestione dell’impianto.

Nel corso degli anni sono stati eseguiti, con fondi di bilancio, diversi interventi di messa in sicurezza e rifacimento di alcuni tratti di linea (Via e Vico Gramsci, dorsale di Via Aldo Moro, Sottoquadro di Via Roma, Illuminazione dei giardini pubblici di Viale Stazione). Una rapida stima porta ad un totale di circa € 80.000 di lavori.

È abbastanza evidente come alla fine, con una lunga serie di interventi tampone il problema non sia affatto stato risolto, anzi. Sarebbe stato meglio optare per un investimento magari più oneroso all’inizio, ma probabilmente risolutivo e nel lungo periodo sicuramente più economico.

Siccome il tempo è galantuomo e fa sempre luce (almeno lui!) su tante verità, quindici anni di esperienza in amministrazione, evidentemente, non sono stati sufficienti per risolvere un problema ben noto a chi, in quella Giunta, ricopriva l’incarico di Assessore ai lavori pubblici.

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