Purtroppo non narreremo le avventure di un bambino che non voleva crescere e non racconteremo di isole irreali. Non parleremo né di Peter Pan e tantomeno dell’Isola che non c’è, ma di un’Amministrazione sbadata e di un Consiglio Comunale immaginario…
Il 5 di Gennaio avremmo voluto partecipare, come intero gruppo di Minoranza, al Consiglio Comunale convocato per discutere dei seguenti punti all’ordine del giorno:
- APPROVAZIONE EMENDAMENTI AL BILANCIO DI PREVISIONE.
- APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE 2024/2026 E DEI RELATIVI ALLEGATI.
Abbiamo scritto “avremmo voluto” non perché improvvisi contrattempi o impegni pregressi ci abbiano impedito di farlo. NuragusLab ha partecipato solo con la Consigliera Matilde Soi, perché il Capogruppo Giampietro Congiu e la Consigliera Cecilia Trudu non sono stati convocati. Come è stato possibile “dimenticarsi” di convocare due Consiglieri?
La ricostruzione è abbastanza semplice.
Il 29 dicembre il Consiglio si era riunito per trattare, tra i diversi punti, anche l’approvazione del Bilancio di Previsione 2024/2026. La discussione è stata rinviata perché ci si era “dimenticati” di inserire nell’ordine del giorno gli emendamenti presentati dalla Minoranza e di inviare ai Consiglieri i relativi pareri di regolarità. “Sono stati gli uffici” è stata l’ormai consueta giustificazione del Sindaco.
Rivedendo gli atti pubblicati, abbiamo notato che la Responsabile dell’Area Finanziaria aveva espresso il suo parere tecnico e contabile in data 27 dicembre, ovvero lo stesso giorno in cui sono stati protocollati gli emendamenti. Il Revisore si era espresso in data 28, mentre l’ultimo parere necessario, rilasciato proprio il giorno del Consiglio dopo le 13.00, è stato quello del Responsabile del Servizio Tecnico, incarico guarda caso a tutt’oggi detenuto dallo stesso Sindaco che rimprovera gli uffici.
In comune gli uffici ci sono sempre stati, eppure mai prima d’ora si erano verificati tutti questi problemi in serie. Sarà perché mai prima d’ora la parte politica aveva tenuto per così tanto tempo la responsabilità di due servizi?
Forse contrariato per aver fallito l’approvazione del Bilancio di Previsione, l’appuntamento più importante dell’anno, il Sindaco ha deciso il mattino seguente (sabato 30 dicembre!) di procedere autonomamente a riconvocare il Consiglio per la prima data utile, ovvero il 5 gennaio: il sabato gli uffici sono chiusi, eppure si è nominato un nuovo Messo Notificatore e in tutta fretta si sono inviate le convocazioni ai Consiglieri, senza però sincerarsi dell’avvenuta consegna. Si sa: la fretta è sempre una cattiva consigliera.
Ed eccoci finalmente giunti alle ore 19.00 del 5 gennaio. Non vedendo in Aula i due Consiglieri di Minoranza “non convocati”, la Maggioranza ha prima cercato di interpretare le ragioni della sospetta assenza e successivamente ha provato a trovare una soluzione all’ennesimo pasticcio.
Alle 19.30, dopo mezz’ora di smarriti sguardi, bisbigliati scambi di parole alternati a sovrumani silenzi, il Sindaco, scusandosi per il ritardo e dichiarando di non avere la certezza dell’avvenuto ricevimento della convocazione da parte di tutti i Consiglieri, si è rifiutato di aprire la seduta. Ha aggiunto inoltre di non voler più aspettare “che sia la Minoranza a ravvisare tali irregolarità”, ma che in futuro sarà lui “per primo a ravvisare tali irregolarità”. Più che a un severo monito, quest’ultima frase sembra richiamare ad una mesta ammissione di colpa per non aver mai fatto ciò che ogni Amministratore coscienzioso dovrebbe fare: controllare e studiare gli atti.
Probabilmente a Nuragus mai prima d’ora la discussione sul Bilancio è saltata due volte di fila. Mai prima d’ora un Consiglio convocato, seppur in maniera viziata, è stato annullato senza che di questo annullamento sia stata data una comunicazione formale nei tempi previsti. Del Consiglio che non c’è stato, non esiste alcun verbale, né alcun atto che ne giustifichi il mancato svolgimento.
Come cittadini nuraghesi siamo preoccupati sia per questa sequenza di passaggi amministrativi a vuoto, che per la manifesta inadeguatezza di una Maggioranza che, a parole, si dichiara granitica ed esperta, ma che nei fatti ha inanellato una serie di scivoloni le cui conseguenze non saranno indolori per tutta la Comunità.

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